passati_contributog8 - UCITECNICI

Vai ai contenuti

Menu principale:

Eventi

  

 

Contributo dell’UCI-Tecnici – sezione Sardegna (Sassari)
per il G8 agricolo
Francesco Nuvoli

L’UCI-Tecnici, nelle riunioni che ha promosso, ha esaminato a fondo le problematiche agricole e del territorio rurale e ha individuato delle linee di azione che sottopone all’attenzione dei governanti dei Paesi più industrializzati del mondo.
Rileva intanto che lo stato di malessere che i paesi poveri della comunità internazionale attraversano non ha un’origine tecnica ma etica. Si pensi, in proposito, agli intenti spesso speculativi che hanno motivato la concessione degli aiuti ai paesi poveri, piuttosto che dare avvio ad un processo virtuoso di sviluppo endogeno in questi stessi paesi. Ne sono testimonianza gli aiuti alimentari di frumento a paesi consumatori tradizionali di riso. A seguito anche di tali azioni si è registrata una continua accentuazione della divaricazione di povertà di molti paesi del mondo, soprattutto dell’Africa sud-sahariana e dell’Asia sud-orientale.
Relativamente allo stato di crisi che attraversa il nostro pianeta, si intende porre la nostra attenzione in particolare su questi due aspetti:
- la distribuzione delle derrate alimentari;
- lo stato dell’agricoltura nei paesi poveri.
Per quanto concerne il primo aspetto, da più parti si sostiene che nel mondo c’è carenza di cibo e a ciò viene imputata la condizione di sofferenza per fame di diverse popolazioni. Da altri, invece, si sostiene che la disponibilità attuale di cibo è sufficiente per soddisfare le esigenze alimentari della popolazione mondiale. E tale affermazione è supportata dal fatto che dal 1950 al 1980 la quantità di derrate alimentari prodotte è raddoppiata. Pertanto, incentivare la diffusione degli organismi geneticamente modificati (OGM), quale mezzo per ridurre il problema della fame nel mondo potrebbe rivelarsi non efficace. In realtà, allo stato attuale, sussiste nel mondo il problema della fame che riguarda una fascia, anche consistente, della popolazione. Lo stato di sicurezza alimentare, come detto, non si riscontra a livello mondiale dato che non sono tuttora soddisfatte le condizioni che ne garantiscono il conseguimento e che si possono così elencare: disponibilità e stabilità degli approvvigionamenti alimentari, l’accettabilità culturale degli alimenti e l’accessibilità ad una alimentazione sufficiente. Con riferimento ai suoi elementi costitutivi, lo stato della sicurezza alimentare è largamente influenzato dal commercio internazionale. In proposito, è nota l’apposizione di barriere doganali da parte dei paesi ricchi per prodotti provenienti da paesi poveri. E’ nota, altresì, l’azione di contenimento dei prezzi promossa dai paesi ricchi nei riguardi degli stessi beni prodotti dai paesi poveri, con conseguente ulteriore aggravamento dello stato di povertà di questi paesi.
La constatazione di questi fatti impone una doverosa riflessione sulla opportunità di introdurre una rivisitazione delle norme che disciplinano il commercio internazionale. Intanto è auspicabile che la decisione, assunta in sede internazionale, della concessione ai paesi poveri di un contributo da parte dei paesi ricchi pari allo 0,7% del loro PIL venga puntualmente osservata e non disattesa come è successo finora. Ma, in particolare, si ritiene che gli interscambi fra paesi a differente livello di sviluppo, siano regolamentati in base a un approccio diverso da quello attuale che vede il prevalere dell’aspetto puramente economicistico nella conduzione della transazione. Si può così affermare che: “la mancanza di coerenza tra gli obiettivi globali di sviluppo e le regole del commercio internazionale non solo ha impedito ai Paesi in via di sviluppo (PVS) di sfruttare le potenzialità del commercio internazionale per il loro sviluppo, ma ha anche condotto a un modello commerciale che antepone il mercato alle persone. Questo sistema ha contribuito all’insufficienza degli investimenti in settori chiave come l’agricoltura e lo sviluppo rurale, e ha trasformato molti PVS in importatori netti di cibo. Le conseguenze sono chiare. E’ necessario invertire la tendenza, concentrandosi particolarmente sulle piccole aziende agricole sostenibili nei PVS, e sviluppare regole commerciali globali per sostenere e promuovere queste politiche” . Favorire una inversione di tendenza, e cioè anteporre le persone al mercato significa intraprendere una azione volta a realizzare una maggiore coesione sociale tra i popoli e non più la sola competizione. E significa, altresì, rivalutare la responsabilità degli Organismi Internazionali assegnando loro compiti di governance a livello mondiale in grado così di dare concreta risposta in tema di diritto all’alimentazione dei popoli.
Il disegno che così si persegue tende alla ricerca del bene comune universale, secondo l’insegnamento della Chiesa per cui le nazioni più ricche e industrializzate devono adoperarsi per tale comune obiettivo. In questo contesto possiamo fare proprio il motto: “un altro mondo è possibile”, lanciato dal Forum Sociale mondiale tenutosi lo scorso mese di gennaio in Brasile.
In sostanza, nel divenire dell’economia, dobbiamo dare più rilievo, e diciamo meglio, il giusto rilievo, ai risvolti etici, al fine di favorire lo sviluppo dei paesi poveri con particolare riferimento al settore agricolo e al territorio rurale (secondo aspetto). In diverse aree povere del mondo costituisce problema prioritario del settore agricolo, l’assicurarsi la disponibilità di terra per il possibile utilizzatore. E ciò si raggiunge, in molti casi, attraverso l’attuazione di programmi di riforma agraria accompagnati dallo svolgimento di corsi di formazione professionale per i nuovi coltivatori. In questi paesi è necessario  attivare programmi di sviluppo delle risorse locali nell’ottica dell’azione ispiratrice dell’UCI-Tecnici che tende a conseguire in generale una migliore qualità della vita nell’ambiente rurale. Per questo, agli interventi mirati allo sviluppo dei settori economici che potenzialmente possono essere valorizzati, è necessario associare misure volte alla crescita culturale e sociale della popolazione locale. Le linee di intervento promosse con questi obiettivi mirano alla crescita integrale dell’uomo e perseguono le stesse finalità dell’UCI-Tecnici.


 
 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu