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Eventi

  

 

Intervento del dott. Lelio Bernardi (agronomo)
La fame nel mondo

La crisi finanziaria ed economica fa aggravare la situazione, anche se i prezzi degli alimenti sono diminuiti dal 2008, ma senza metter fine alla crisi di molti Paesi in Via di Sviluppo (PVS).
Permangono i problemi strutturali della fame: accesso alla terra, al credito, all'occupazione, insieme ai prezzi sostenuti dei generi alimentari, continuano a essere una spaventosa realtà. Secondo la FAO nel 2007 le persone sottonutrite erano 923 milioni, nel 2008 cresciute a 963.
I prezzi dei principali cereali, scesi nel 2008 di oltre il 50%, a ottobre erano ancora più alti del 20% rispetto a ottobre 2006. I prezzi di fertilizzanti e sementi sono raddoppiati rispetto al 2006, impedendo ai contadini dei PVS di far salire la produzione, mentre nei Paesi sviluppati le multinazionali hanno sostenuto i prezzi più alti e aumentato le semine, con aumento di produzione del 10% nel 2008.
Il vertice mondiale dell'alimentazione del 1996 definì l'obiettivo di ridurre del 50% il numero di coloro che soffriranno la fame per il 2015, ma secondo la FAO occorrerebbe un forte impegno politico e finanziario di oltre 30 mld di $/anno per l'agricoltura e le misure di protezione sociale delle popolazioni dei PVS.
Nel 2007 le persone mal nutrite nei PVS erano 907 milioni su un totale di 923, di cui il 60% in India, Cina, Congo, Bangladesh, Indonesia, Pakistan, Etiopia.
I 2/3 di coloro che soffrono la fame vivono in Asia (circa 600 milioni). Solo Tailandia e Vietnam hanno fatto passi avanti notevoli per raggiungere gli obiettivi del Millennio, ma Asia del sud e centrale hanno registrato una battuta di arresto.
Nell'Africa sub-sahariana una persona su tre è cronicamente affamata (236 milioni nel 2007). In particolare nel Congo, per il persistente conflitto, le persone sottonutrite sono passate dal 29 al 76% del totale (da 11 a 43 milioni nel 2003-05). Comunque coloro che soffrivano di fame cronica sono passate dal 34% del 1995-97 al 30% del 2003-05. Ghana, Congo, Nigeria, Mozambico e Malawi hanno marcato la riduzione maggiore, in particolare il Ghana.
Nei Paesi del Medio Oriente e Nord Africa esistevano bassi livelli di persone sottonutrite, ma alcuni conflitti (Afghanistan e Iraq), insieme al rialzo dei prezzi alimentari, hanno fatto salire il numero dei sottonutriti da 15 milioni del 1990-92 a 37 milioni del 2007.
Secondo la FAO la crisi ha colpito i più poveri, i senza terra, i nuclei familiari con donne capofamiglia. La situazione potrebbe aggravarsi se la crisi finanziaria colpirà altri Paesi. Inoltre una minor domanda nei Paesi OCSE minaccia i redditi dei PVS attraverso le esportazioni.
Sono anche a rischio le rimesse di denaro, gli investimenti e gli altri movimenti di capitali, in particolare gli "aiuti allo sviluppo". Le economie emergenti subiranno la stretta creditizia più a lungo, anche se la crisi avesse brave durata. Il PAM è la maggior agenzia umanitaria, in prima linea per dare risposte alla fame. Nel 2008 ha fornito alimenti a 90 ml di persone in 80 Paesi.

 
 
 
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