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Eventi

  

 

Incontro del 09.10.2009, promosso dall'UCITecnici sul tema  " ETICA E LEGALITA' "


Intervento dell'Ing. Cesare Bifano su "L'esecuzione delle opere edilizie, pubbliche e private, sotto gli aspetti tecnici e finanziari: alcune personali esperienze"

Ringraziamento e presentazione

Ringrazio per l'opportunità offertami con questo incontro.
Ho raccolto l'attività svolta nel volumetto "I miei primi 50 anni da Ingegnere" (che invierò a chi lo gradisca), dal quale ho tratto alcune esperienze cui mi riferirò.

Significato di etica e di legalità

Citazioni dei giornali del 20 settembre scorso dalla lectio magistralis tenuta a Genova dal Cardinale Angelo Bagnasco sull'Enciclica "Caritas in veritate": "senza etica c'è il degrado della politica", "l'etica sociale si regge soltanto sulla base della qualità delle persone", non vi deve essere "separazione tra etica individuale ed etica sociale".

E' ovvio che la condotta del cattolico deve rispettare la morale cristiana, ma anche la legalità ("Date a Cesare…", con quel che segue).

Formazione e condotta

La professione può essere affrontata soltanto dopo lo studio approfondito, sia della materia in generale, sia della particolare attività da svolgere. Tutto ciò nel continuo aggiornamento necessario ad essere preparati.
Quando siamo chiamati a una scelta tra più soluzioni, soltanto un esame più approfondito, con nostro maggior lavoro, e interrogando infine la nostra coscienza, può chiarire quale sia la corretta decisione
Ciò è riassunto nel principio di agire "secondo scienza e coscienza".

Quando la realizzazione di un'opera di ingegneria, di una sua fase, o anche di un modesto intervento, trova difficoltà a concretizzarsi perché non sono idonei i mezzi finanziari, si dovrà realizzare  quanto possibile piuttosto che rinunciarvi del tutto, per poi proseguire fino alla conclusione.
Quando i procedimenti siano resi lunghi e complessi dalle norme, queste non dovranno essere trascurate, ma al tempo stesso, pur con maggior fatica, dovremo mirare al risultato. Quando la norma si riveli oggettivamente errata, un ulteriore nostro lavoro consisterà nell'intervenire, in tutte le sedi opportune, per ottenere che essa venga modificata.  

Dai principi alla pratica

Più che l'enunciazione teorica dei principi, la riflessione su alcune esperienze vissute può dare utili indicazioni.

La mia prima esperienza nella progettazione di strutture antisismiche successiva a quelle eseguite con i lunghi procedimenti di calcolo per iterazione (metodi di Cross e di Kani), fu con una calcolatrice programmabile Texas a schede (non c'erano ancora i p.c.). Poiché i risultati erano palesemente inaccettabili, dopo essermi consultato con l'amico Ing. Massimo Gelosi e varie prove, giungemmo alla conclusione che la scheda in dotazione alla calcolatrice non era idonea al caso, e quindi rifeci il calcolo con i procedimenti tradizionali.

Ho conoscenza di almeno un crollo, dalle gravi conseguenze, di una struttura appena ultimata, all'atto del suo disarmo, le cui cause furono attribuite ad errori dell'elaborato di progetto, eseguito con programma informatico, purtroppo non rilevati da nessuno prima dell'evento. E' da riflettere, quindi, sulla necessità che lo strutturista, non solo acquisisca una solida formazione che gli dia la dovuta sensibilità nel valutare la struttura progettata, ma nella pratica corredi i tabulati di calcolo (purtroppo ormai pletorici e di complessa consultazione) di una relazione di verifica, pur sommaria, ma chiara e certa, delle principali membrature.
Una struttura non crolla, per il proprio peso, se non vi sono errori gravissimi.

Altra volta, in Calabria, constatai l'esecuzione della struttura di un lotto di case popolari con un calcestruzzo nel quale lo sclerometro penetrava come nel burro: per risparmiare poche lire era stata impiegata sabbia di mare.

Ricordo quando, molti anni fa', in una Conferenza sulla Prevenzione Incendi, l'amico Ing. Guido Chiucini, Comandante dei Vigili del Fuoco, sorprese l'uditorio affermando che "non è vero che la vita umana non ha prezzo". Infatti, poiché le risorse economiche destinate alla sicurezza della vita umana non sono infinite, esse dovranno essere impiegate per il miglior risultato possibile, anche in numero di vite umane salvaguardate. Egli suggeriva quindi, ad esempio, di impiegare dette risorse negli ospedali provvedendo agli interventi prioritari (impianto idrico antincendio, adeguamento dei reparti in occasione di altre ristrutturazioni, e così via, sulla base di un progetto di totale adeguamento, da perseguire nel tempo senza frattanto chiudere un ospedale solo parzialmente rispondente alle norme di Prevenzione Incendi, ma indispensabile all'assistenza sanitaria).
Ho dovuto per decenni far fronte, in uno dei maggiori ospedali romani, a tale situazione, ancora in essere. Oltre 10 anni fa' un episodio eclatante (lo scoppio della tubazione principale di adduzione del gas) fu affrontato senza gravi conseguenze grazie al pronto intervento della squadra antincendio interna all'ospedale, che era stata costituita proprio tra le priorità, sul complessivo "Adeguamento alle norme di Prevenzione Incendi" che, con il rilascio del Certificato di Prevenzione Incendi, potrà far rientrare l'Attività nella legalità.

In altra occasione, dovetti assumere con tempestività le necessarie decisioni in corso lavori, quando, iniziata l'esecuzione del Dipartimento d'Emergenza dell'Ospedale S. Giovanni, il Primario del Centro di Rianimazione Prof. Evasio Fava mi chiese di realizzare due piccoli volumi aggiuntivi, sulle terrazze a livello delle sale di Terapia Intensiva, occorrenti per i colloqui tra il medico e i congiunti dei ricoverati (attività trascurata nel progetto appaltato, ma assolutamente necessaria, sia per assistere i familiari, sia per ausilio all'anamnesi e quindi al trattamento di casi spesso disperati).
Immediatamente ottenni l'avallo del Direttore Sanitario Prof. Giovanni Macchia, e, d'accordo con il Direttore Generale Dott. Luigi D'Elia (legale rappresentante dell'Azienda), nel presentare al Comune il progetto di variante si comunicò che si dava corso all'intervento, nelle more dell'approvazione, perché solo così la necessità emersa poteva essere soddisfatta con l'urgenza del caso, nei tempi già stabiliti per l'ultimazione, inoltre con minimi costi aggiuntivi.
Andai a parlare con il Direttore della competente Ripartizione del Comune, il quale mi sconsigliò di dare corso all'intervento per non incorrere personalmente in gravi sanzioni per abusivismo, ma gli confermai la nostra decisione e gli chiesi di far esaminare ed approvare il progetto con pari immediatezza, considerata la priorità del Dipartimento in esecuzione, che infatti fu rapidamente ultimato e determinò una svolta nei Servizi d'Emergenza dell'Ospedale. Solo alcuni anni più tardi i volumi realizzati furono assentiti nella concessione edilizia richiesta per il Progetto di Ristrutturazione dell'intero Ospedale, che ricomprese anche detto intervento, ricondotto quindi solo allora nella legalità.
La variante, in tal modo, non produsse ritardi nei lavori di integrale ristrutturazione del fabbricato (corpo A), che furono infatti realizzati in soli 11 mesi, dopo solo 7 mesi per la progettazione, le approvazioni, l'appalto, e, frattanto, il provvisorio trasferimento del pronto soccorso e del centro di rianimazione in altri reparti dell'ospedale a ciò adattati.

Conclusione

Mi auguro di potere in futuro scambiare, in questa sede, utili esperienze, che ci aiutino nel difficile cammino professionale, con il conforto delle nostre Guide.

 
 
 
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