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Eventi

  

 

Cattolica Italiana Tecnici
                      UCITecnici
              SEZIONE ROMANA



S.V. è invitata a partecipare all'incontro-dibattito che si terrà il 25 ottobre p.v., alle ore 16,00, nel Palazzo dei Canonici (piazza S. Giovanni in Laterano 4), sul tema:


CHIESA LA CITTA' DEL NOSTRO TEMPO ?


à S.E. Ernesto Mandara, Vescovo ausiliare di Roma moderatore l'arch. Annalisa Ciarcelluti, presidente della sezione romana dell'UCIT.

:
16,00:  accoglienza;
“    16,15:  preghiera dell'Assistente ecclesiastico mons. Ottavio Petroni;
relazione di S.E. Ernesto Mandara, responsabile dell'Ufficio per la provvista di nuove chiese in Roma: esempi realizzati a Roma;
“  16,45: relazione di Mons. Giuseppe Russo, responsabile del Servizio nazionale per l'edilizia di culto della CEI: metodo per individuare un “progetto pilota” e per applicare la nuova liturgia alla progettazione delle chiese nuove;
“  17,15: coffee break;
“  17,45: interventi dei progettisti: Sandro Benedetti, Francesco Garofalo, Roberto Panella, Gianni Testa
“ 18,45:   chiusura del Presidente Nazionale Pietro Samperi.

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chiesa nella città contemporanea
per l'incontro- dibattito sulla costruzione delle nuove chiese

L'edificio CHIESA costituisce una delle tematiche principali che l'UCITecnici intende affrontare, sotto tre aspetti:
costruzione delle nuove chiese;
completamento, adeguamento, restauro, eventuale dismissione di quelle esistenti;
componente primaria della parrocchia intesa come servizio nella città contemporanea.
Il vento del modernismo che soffia oggi impetuoso, senza sapere spesso dove andare nè cosa vuole, ha investito anche le chiese cattoliche, nelle forme architettoniche così come negli arredi interni, coinvolgendo responsabilità diffuse, talvolta sorprese e incerte di fronte alle manifestazioni di una cultura (o pseudo-cultura) architettonica e di un'arte per le quali la chiesa è intesa come un fine e non un mezzo per avvicinare i credenti a Dio.
Molti architetti - soprattutto gli “archistar” di oggi - considerano la chiesa un qualunque manufatto, alla stregua di altri che sono soliti progettare, senza avere il dono di conoscerne realmente la spiritualità delle funzioni. Ignorano che, diversamente dagli altri manufatti, i caratteri distintivi non sono esprimibili solo attraverso contenuti, regole, forme, modelli, ma richiedono anzitutto la conoscenza delle basi liturgiche, nonchè umiltà, disponibilità, sensibilità, fede. Da qui le soluzioni arbitrarie adottate da alcuni architetti anche in chiese esistenti, talora antiche, per il disegno, il materiale impiegato, la nuova collocazione dell'altare eucaristico rispetto a quella tradizionale, secondo le indicazioni del Concilio Vaticano II, ignorando i significati della nuova posizione. Ciò non comporta necessariamente che il progettista sia di religione cattolica e la pratichi.
La Chiesa cattolica, a differenza di altre religioni, ha sempre cercato di nobilitare il luogo di culto, casa di Dio, attraverso varie forme dell'arte: architettura, scultura, pittura, luce, musica, ecc. Arte che fa vedere Dio ovunque. A tal fine, per realizzare i luoghi sacri, la Chiesa ha sempre ricercato i migliori artisti dell'epoca, producendo, soprattutto a Roma, opere di insuperata bellezza. Tale ricerca è divenuta oggi difficile, perchè la qualità architettonica di una chiesa deve essere alimentata da una forte ispirazione spirituale. Se si pensasse che gli artisti del '500 o '600 avessero una particolare ispirazione divina, si dovrebbe meditare sui motivi del castigo di oggi.
La posizione dell'UCIT vuole esprimersi in termini concreti, iniziando dal primo dei tre aspetti citati, attraverso l'esame di alcune recenti realizzazioni di:
parrocchialio interne a Istituti religiosi;
spazi chiusi per  accogliere manifestazioni di massa(come i Santuari);
(intese come edifici di culto di modeste dimensioni, a sè stanti e isolati).ò al fine non solo di diffondere e valutare la situazione, ma soprattutto di cercare le strade che, ferma rimanendo la libertà necessaria per conferire a qualunque opera espressione d'arte, garantiscano contenuti, forme, arredi, in una parola un'immagine complessiva, rispettosi delle funzioni fondamentali di un luogo di culto per i fedeli cattolici, comprese alcune cautele nelle procedure per affidarne e seguirne la progettazione e la realizzazione. E' apprezzabile la libertà che gli organi centrali della Chiesa lasciano a quelli periferici, ai vari livelli, ma, considerate le difficoltà, non solo economiche ma anche di carattere culturale e spirituale, è opportuno affidare ai primi la cura del rispetto dei fondamentali indirizzi, soprattutto liturgici.'UCIT, nella interdisciplinarietà degli associati, intende affrontare i vari aspetti del tema, con un interesse di tipo culturale, nel quadro della partecipazione al “progetto culturale” della CEI, conscia delle difficoltà di ogni tipo che condizionano la realizzazione di nuove chiese e la gestione di quelle esistenti. L'UCIT apprezza l'attività degli organi preposti a questo compito, soprattutto nelle grandi città e aree metropolitane, dove l'intensa urbanizzazione comporta una domanda incessante, alla quale è importante rispondere con la maggiore celerità, ed è disponibile a fornire ogni sostegno e collaborazione agli organi centrali e periferici preposti.







 
 
 
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