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Intervento dell'ing. Marco D'Erme (operatore nel settore delle fonti energetiche rinnovabili)
Legalità ed energie rinnovabili


Da qualche anno non c'è dibattito o conferenza ove non appaia il termine "etica". Che vuol dire? L'etimologia porta al significato di filosofia morale, cioè il problema di ciò che è buono e della possibilità dell'uomo di agire liberamente, scegliere sui concetti di bene e male, "reagire verso gli altri" (G. D'Anna). In passato tale ambito di ricerca filosofica era indicato con il termine "morale". Se esiste il problema etico, consegue tracciarne gli ambiti e disciplinarne gli aspetti; da qui la legalità.
In materia di energia tradizionale e rinnovabile qual'è la nostra posizione? La domanda sarebbe pleonastica, se i "cattolici", invece di seguire la Chiesa, cioè il Pontefice e il Suo Magistero, non seguissero spesso altre sirene che propongono opinioni antitetiche, in nome di una falsa libertà di coscienza e di pensiero.
A proposito di energia, tecnica e sviluppo dei popoli, vorrei citare alcuni brani dell'Enciclica di Benedetto XVI Caritas in Veritate che fanno riflettere: "Il tema dello sviluppo è oggi fortemente collegato anche ai doveri che nascono dal rapporto dell'uomo con l'ambiente naturale (...). Le questioni legate alla cura e alla salvaguardia dell'ambiente devono oggi tenere in debita considerazione le problematiche energetiche. L'accaparramento di risorse energetiche non rinnovabili da parte di alcuni Stati, gruppi di potere, imprese è un grave impedimento per lo sviluppo dei Paesi poveri. Le modalità con cui l'uomo tratta l'ambiente influiscono su quelle con cui tratta se stesso e viceversa. Ciò richiama la società a rivedere seriamente lo stile di vita, che in molte parti del mondo inclina all'edonismo, al consumismo, indifferente ai danni che ne derivano. Occorre un reale cambiamento di mentalità che induca a nuovi stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello, del buono, della comunione con gli altri uomini per una crescita comune determinino le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti (...)".
Ma la libertà umana è sé stessa solo quando risponde al fascino della tecnica con scelte frutto di responsabilità morale. Di qui l'urgenza di una formazione alla responsabilità etica nell'uso della tecnica. Lo sviluppo è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano nelle coscienze l'appello del bene comune. Occorrono sia la preparazione professionale sia la coerenza morale.
Il Pontefice, con linguaggio chiaro, illumina su come deve comportarsi il cristiano (nella fattispecie il "tecnico cristiano") nella società. Occorre essere anzitutto testimoni, poi maestri; in questi decenni siamo stati subissati da maestri (quasi sempre "cattivi") che hanno solo teorizzato (e male), ma di testimoni, con rare eccezioni, ne abbiamo visti pochi; lo  stesso Paolo VI sosteneva che la Chiesa e il suo tempo aveva bisogno di testimoni e non di maestri; se poi il testimone era pure maestro tanto meglio.
Circa le energie rinnovabili, cioè risorse energetiche reperibili in natura ma esauribili, si citano le forme di energia generate da fonti che per caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono esauribili nella scala dei tempi umani e, per estensione, il cui uso non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future. Sono il sole, il vento, il mare, il calore della Terra, la trasformazione di prodotti vegetali e rifiuti, fonti il cui  uso attuale non  ne pregiudica  la disponibilità futura.
Personalmente, mi occupo di fotovoltaico, per produrre energia elettrica convertendo l'irraggiamento solare. E' una fonte assai utile, ma integrativa e non sostitutiva, il cui impiego ha molti limiti, soprattutto per il costo elevato. Altrettanto dicasi per altre fonti, come l'eolica.
Torneremo con maggiori informazioni sul tema, ma si può sostenere che, purtroppo, le sole energie rinnovabili non risolvono il fabbisogno energetico, a livello nazionale e mondiale. Se è auspicabile che si faccia ogni sforzo per utilizzarle nella misura massima possibile, aiutando anche i Paesi poveri, non è possibile rinunciare alle fonti tradizionali, in particolare, nucleari, per garantire la "potenza" e la sostenibilità energetica per il futuro, confidando anche sullo sviluppo del "nucleare pulito".

 
 
 
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