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Eventi

  

 

RELAZIONE SAN GABRIELE DELL'ADDOLORATA


Il Complesso parrocchiale di San Gabriele dell'Addolorata offre , nel contesto del " luogo" ove è stato inserito, una chiara e diretta percezione e riconoscibilità della presenza religiosa .

Altrettanto riconoscibili anche in quanto resi volutamente distinguibili dal corpo Chiesa sono i volumi destinati ad ospitare le attività parrocchiali connesse quali quelle educative , assistenziali , caritatevoli e di scambio che non relegate a un ruolo secondario ma bensì diverso si sviluppano in modo tale da potersi inserirsi fortemente nel tessuto sociale del quartiere.

Da quanto sopra ne è derivata l'estrema attenzione posta nell'elaborazione progettuale a sviluppare un rapporto tra Centro parrocchiale e contesto tale da innescare un " dialogo "  , presupposto concettuale alla eliminazione di segni che suonino come confini e che spesso tendono quasi a divenire barriere.

Risulta chiara la scelta progettuale finalizzata a che il Complesso parrocchiale sia messo in relazione ed entri in dialogo con il resto del territorio contribuendo ove possibile a migliorarlo ed arricchirlo.

La planimetria generale del Complesso risente inevitabilmente dell'influenza dell'andamento dei confini del lotto, confini che assumono sia pure in modi diversi, quasi il ruolo di direttrici formali e funzionali.

La forte convinzione di un edificio religioso pensato come "casa del popolo di Dio" è stato l'elemento guida nella genesi progettuale finalizzato in particolare ad evitare la monumentalizzazione dell'opera.


LA CHIESA

Nell'impostazione generale tesa a favorire un rapporto diretto ed immediato tra "Chiesa" e il suo intorno , il progetto si è sviluppato collocando l'ingresso rivolto in modo chiaro e forte verso il nucleo del quartiere sì da essere il più possibile percepibile.

L'ingresso alla Chiesa è come mediato da un ampio spazio esterno che tende ad essere come un invito ai percorsi perimetrali che senza soluzioni di continuità si ricollegano alla varie percorrenze pubbliche  e  guidano verso l'Aula liturgica .

Il volume interno dell'Aula è stato concepito seguendo il concetto longitudinale dell'asse ingresso-altare, cercando inoltre un coinvolgimento dinamico dello spazio interno, orientato verso il cuore dell'azione liturgica e scandito secondo una dinamica che, partendo sin dal sagrato, entra nell'endonartece , si amplia nell'aula , accompagnata dall'abbraccio di una illuminazione perimetrale, generato da uno scatto di piani sia verticali che orizzontali , e trova la sua conclusione nel presbiterio  e nella chiusura di fondo delimitata da una parete che si perde al di sopra della copertura, di cui non si riesce a percepirne la fine, né altrettanto si riesce a percepire l'origine della luce zenitale che la illumina in modo radente.

Analoghe soluzioni di illuminazione sono state adottate per gli spazi che si sviluppano lateralmente all'Aula incrementando sempre l'illuminazione naturale con un lucernario diretto.

Sulla parte retrostante il presbiterio è stata  collocata una ampia  sacrestia illuminata dall'alto collegata, oltre che con la zona presbiteriale, anche con gli uffici parrocchiali sì da favorire , sia pur con la necessaria riservatezza , il "colloquio" tra sacerdote e fedeli.

Dall'Aula è possibile entrare  nella Cappella feriale, che volutamente distinta, gode di un ingresso autonomo così come pure di una piccola sacrestia .

Nella zona compresa tra gli ingressi all'Aula liturgica e alla Cappella feriale si eleva il volume del campanile che, oltre ad elemento di connessione, segnala fortemente la riconoscibilità della Chiesa.
Si è optato di collocarlo, al di là del suo intrinseco forte significato, lontano dagli alti edifici confinanti sul prospetto antistante via Ponzio Cominio in una situazione di più facile fruibilità dall'intorno.



GLI UFFICI , LA CASA CANONICA E I LOCALI DI MINISTERO PASTORALE


L'edificio destinato ad ospitare gli uffici , la casa canonica e i locali di ministero pastorale è stato progettato in relazione al contesto esistente e, date le sue particolari funzioni , si è sentita la necessità di farlo divenire cerniera tra l'intorno e la Chiesa con la quale è in stretto rapporto sia volumetrico che funzionale.

L'edificio al piano inferiore accoglie gli uffici parrocchiali, un' aula per il ministero pastorale , dei locali deposito e il Salone per attività varie ( teatrali , ricreative , formative ecc. ) ed è dotato di ingresso autonomo e pensato per ospitare circa 200 persone sedute.

Al piano superiore sono collocate 9 aule di capienza variabile , i relativi servizi igienici e la casa canonica collegata con il blocco aule suddette e dotata di ingresso totalmente autonomo.

Si è altresì cercato di qualificare , al piano primo , gli spazi di percorrenza e di sosta antistanti le aule illuminandoli naturalmente mediante una corte aperta che è  principalmente vuoto di separazione tra i due volumi ( Chiesa ed edificio parrocchiale ) svolgendo anche la funzione di quinta visuale all'emergenza della Chiesa.


I MATERIALI


In una progettazione attenta al rapporto "nuovo-esistente" non poteva certo essere trascurata la scelta dei materiali utilizzati nelle varie soluzioni interne quanto esterne. In questa ottica la ricerca dei giusti accostamenti con i materiali già presenti, con il paesaggio presente e futuro, con l'identificazione delle varie identità del complesso parrocchiale, hanno suggerito l'utilizzo di rivestimenti caldi, che richiamassero i colori della campagna romana, a favore di un dialogo cromatico tra l'edificio ed il verde che lo circonda.

Il volume della chiesa all'esterno è stato rivestito con una pietra arenaria, la Santafiora, con un impatto visivo moderato nelle oscillazioni tra i toni del sabbia e del marrone, in cui le diverse stratificazioni appena percettibili che si susseguono, le conferiscono effetti di luce suggestivi pur conservando un aspetto compatto ed essenziale. Inoltre le successive lavorazioni di finitura alle quali la pietra è stata sottoposta, quali la levigatura, la fiammatura, la sabbiatura, ecc., conferiscono un'immagine  naturale al volume della chiesa.

L'utilizzo di questa pietra, oltre ad assecondare le esigenze formali, simboliche e percettive, garantisce anche i bisogni più concreti e non per questo meno importanti, quali l'isolamento, la durata e la manutenzione delle facciate.


Allo stesso modo l'edificio parrocchiale richiedeva una soluzione architettonica che, nella scelta dei materiali, richiamasse a sé il ruolo chiave di collegamento tra chiesa e contesto, differenziandosi dal volume religioso, senza entrarne in competizione.

Pertanto è stato necessario operare una distinzione tra i diversi prospetti che si hanno. Le facciate orientate verso l'esterno del lotto sono rivestite in mattone, scelta questa che si riavvicina al calore cromatico della chiesa, che riporta all'esterno la diversa destinazione dell'edificio, ed entra in più diretto contatto con il tipo di edifici circostanti, riproponendosi come quinta concettuale di chiusura dell'intero complesso.

Le pareti rivolte verso l'aula liturgica sono state trattate ad intonaco,  così da neutralizzare lo sfondo agli occhi del fedele che si avvicina dal piazzale principale.
L'interno della chiesa riprende in alcuni punti il trattamento esterno con la pietra, compatibilmente alla funzione degli spazi.

 
 
 
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